formazione
Il mio incontro con l’Osteopatia nasce da un esperienza personale nei primi anni di Liceo. Lamentavo un forte dolore alla spalla destra e mia madre mi mandò appunto da un osteopata.
Quel tocco, quella premura, e quell’attenzione mi rapirono completamente. Mi incuriosii specialmente l’approccio di questa arte, a 360 gradi sulla persona e non solo sul sintomo.
Mi sentii ‘guardata’ e ‘abbracciata’.
Quello sguardo e quell’empatia rispecchiavano e rispecchiano tutt’ora tanto di quella che è la mia persona. Sentii una corrispondenza.
Volevo fare del bene anche io. E così iniziai a capire come poter accedere a questa formazione.
Dopo il diploma al Liceo scientifico tradizionale, intraprendo la laurea triennale in Scienze Motorie e Sportive presso l’università di Bologna,laureandomi a pieni voti nel 2017.
La scelta dell’università deriva dal fatto che per accedere alla scuola di Osteopatia è necessaria una Laurea precedente (in Medicina, Fisioterapia,Ostetricia,Infermieristica o appunto anche Scienze Motorie).
Quindi nel 2017 mi iscrivo il C.I.O (collegio italiano di osteopatia) che aveva la sua succursale a Bologna e inizio questo percorso di sei anni.
Al quarto anno ci spostano nella sede principale, e mi laureo a Settembre 2024 a Parma, dopo aver superato l’esame clinico interno a Giugno ed esterno appunto a Settembre.
L’Osteopatia è una scienza Olistica e a differenza di quella Analitica, non considera il corpo come costituito da singole parti divise fra loro,ma proprio come un ‘unicum’.
Questo porta ad un approccio completamente diverso sulla persona.
Si parte sempre dal sintomo, che sicuramente guida la valutazione,ma non è il focus principale.
È il sintomo all’interno del ‘sistema Individuo’ che poi muove la scelta di un tipo di trattamento,piuttosto che un altro.
In quali casi si consiglia di rivolgersi ad un Osteopata?
Lo spettro di azione di questa terapia è molto ampio. Ci si può rivolgere ad un osteopata sia per sintomi ‘muscolo-scheletrici’,come ad esempio lombalgia, cervicalgia etc, sia per sintomi come ad esempio Reflusso, Gastrite,Stipsi.
L’obbiettivo è quello di ripristinare le tensioni interne per portare l’organismo ad uno stato di equilibrio.
Ci tengo a sottolineare quanto sia importante l’Osteopatia anche da un punto di vista preventivo, quindi anche in assenza di sintomo.
Talvolta è utile per fornire una sorta di ‘reset’ al sistema, riportandolo ad uno stato di ‘quiete’.
Una visita osteopatica dura all’incirca un’oretta. Il primo momento è dedicato all’anamnesi,ovvero al colloquio col paziente, fondamentale per raccogliere informazioni legate al motivo del consulto, allo stato generale di salute e ai traumi passati.
Il secondo momento è quello della valutazione: il terapeuta effettua quindi una serie di test, in primis per minimizzare il rischio clinico e in secondo luogo per indagare in modo globale il sistema e inquadrare la tipologia di paziente.
Segue poi il trattamento che viene effettuato ad hoc per quel paziente, non esiste alcun tipo di protocollo. La scelta terapeutica è diversa da paziente a paziente.
Al termine della seduta, il terapeuta propone una diagnosi, che consiste nello spiegate al paziente il lavoro svolto, indicandogli un iter da seguire insieme ad eventuali consigli ed esercizi.
Le tecniche utilizzate e il tipo di trattamento come anticipavo prima non sono uguali per ogni paziente. la scelta terapeutica dipende dal tessuto che incontro sotto le mani.
È quello che principalmente mi guida nella scelta delle tecniche. Se avverto una barriera osteo-articolare importante e ho difronte un paziente giovane,è più facile che scelga una tecnica ad alta velocità e bassa ampiezza (i cosiddetti trust), al contrario posso optare per tecniche più ‘soft’ come tecniche funzionali, membranose o fasciali.
Si decide in base all’età, al tipo di sintomo, allo stato energetico generale e al suo stato infiammatorio.
il dialogo con i pazienti
Il dialogo col paziente a fine seduta è fondamentale proprio per gestire anche le aspettative di quest’ultimo.
È importante spiegargli il lavoro svolto, come secondo te è utile proseguire, e cosa è importante che lui/lei metta in atto per stare meglio.
Si deve sentire abbracciato, proprio come mi sono sentita io la prima volta. In questo modo è più facile che si instauri un rapporto di empatia, rispetto e fiducia, le basi a mio avviso di una buona riuscita terapeutica.
Il paziente deve essere anche consapevole del lavoro (consigli, esercizi, cambio abitudini) che è importante faccia nella sua quotidianità.
Con trattamenti regolari e seguendo i consigli dell’osteopata, i pazienti possono aspettarsi miglioramenti a lungo termine nella loro postura, nel prevenire il rischio di lesioni e dolore, ma anche miglioramenti in termini di respirazione, digestione e Energia generale.
Agevolazioni riservate agli associati
contatti
Dott.ssa Giulia Versitano
Osteopata
Via Ravegnana, 228 – 47122 Forlì
Cell: 3513228026
Mail: versitanog@gmail.com
Sito: www.osteopataversitanogiulia.it
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